Primi passi sulla luna di Andrea Cosentino sabato 17 marzo per il Teatro Pubblico Exlavanderia Roma

primi passi sulla luna cosentino - SKUP

Sabato 17 marzo 2018, l’associazione Ex Lavanderia propone una giornata di autofinanziamento per dare il via alla rassegna “Umane Scintille” in programma al Teatro Pubblico Exlavanderia dal 18 maggio 2018. In programma lo spettacolo “Primi Passi sulla luna” di e con Andrea Cosentino (ore 20.45) e una cena sociale a seguire (22.30).

ANDREA COSENTINO
PRIMI PASSI SULLA LUNA
D I V A G A Z I O N I P R O V V I S O R I E
PER  UNO  S P E T T A C O L O   P O S T U M O
INDICAZIONI DI REGIA Andrea Virgilio Franceschi
COLLABORAZIONE ARTISTICA Valentina Giacchetti DISEGNO LUCI Dario Aggioli

Dice che la notte del 20 luglio del ’69 in tutto il mondo interplanetario
Non c’è stato un furto, un omicidio, una rapina, uno scappellotto. Erano tutti li davanti a Neil Armstrong. E questo cosa vuol dire?
Vuol dire che se tutti guardassimo di più la televisione il nostro
Sarebbe un mondo migliore

Il lavoro di Andrea Cosentino inquadra immagini del futuro ormai passate, prendendo spunto dal quarantennale del primo allunaggio, passando per il centenario del manifesto futurista, il cinquantenario della creazione della prima Barbie e i dieci anni dalla morte di Stanley Kubrick.  Lo sbarco sulla luna dà il la a una schiera di improbabili personaggi per discettare di sosia viterbesi di Armstrong e torri gemelle, monoliti, alieni e spiritualità, scimmie, tapiri e licantropi. Ma l’allunaggio della notte del 20 luglio del ’69 è anche l’evento mediatico attraverso il quale misurare l’inattingibilità del reale in un’epoca la cui verità coincide con il suo darsi in rappresentazione.
Andrea Cosentino, radicalizzando la sua ricerca, ci presenta una performance che rifiuta di farsi spettacolo, e si dà sotto forma di frammenti di un’opera impossibile, capolavoro postumo e incompiuto, improvvisazioni e digressioni senza rete e lista di ingredienti forniti crudi agli spettatori, perché ognuno li cucini a proprio piacimento e misura. Al cuore del tutto c’è uno squarcio di storia intima, anch’essa forse vera-forse falsa, quasi una confessione offerta in sacrificio, che ha a che fare con la paternità e le fragilità dell’infanzia.
Contro la sete di realtà, l’ossessione per le storie vere, i fatti di cronaca e i reality show, Cosentino ci conduce in un viaggio surreale, esilarante e struggente, portato avanti al tempo imperfetto, che è il tempo dei giochi e dei sogni, e che si dissolve al presente.

Letizia Bonelli

La Redazione

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