Passione cinema: intervista al regista napoletano Davide Guida

Come è iniziata la tua carriera da regista?

 

Quasi per caso. In realtà il mio lavoro è nato e continua come tecnico del settore della ripresa e del montaggio video. Però fin da bambino ero un appassionato della sceneggiatura e, prendendo spunto dal numero elevato di telefilm che la TV italiana ci somministrativa, scrivevo brevi storie di vita sociale. Poi, solo sette anni fa, mi fu proposto di scrivere un film sociale, sul mondo della moda. Unendo quindi il mio lavoro da videooperatore e la mia passione nello scrivere, ho deciso di realizzare in proprio alcuni esperimenti cinematografici, sia cortometraggi che lungometraggi, assumendone il ruolo di regista.

 

Tra le tue produzioni, quale ti rispecchia di più?

 

C’è sempre qualcosa di me nelle mie produzioni. Nella maggior parte dei casi le mie idee, le mie emozioni, i miei sogni e le mie paure si rispecchiano in quelle del protagonista o di alcuni dei protagonisti. Diciamo però che finora è “Vittima della mia libertà” il film che mi rispecchia di più, in quanto la protagonista, una studentessa liceale con un forte senso di libertà e testardaggine che la mette in contrasto con compagni e insegnanti, ricorda un po’ me, però in età adulta.

Su quali temi sono incentrati principalmente i tuoi lavori?

I lavori trattano malesseri piuttosto noti nella società moderna, ma con originalità che li distinguono dalle trattazioni classiche. “Moda e Amore”, la mia opera prima che ho solo sceneggiato e assistito nella regia, parlava dei malesseri tipici del mondo dello spettacolo (invidia, gelosia, gossip, perdita di personalità), che portano chi ne è protagonista a autodistruggersi. Poi ho trattato il tema del bullismo, appunto con “Vittima della mia libertà”, del malessere dei giovani che vivono in territori disagiati, del contrasto fra assistenzialismo e meritocrazia, della violenza psicologica alle donne e di quella fisica, dello stalking, del rapporto fra figli e genitori. Ma ripeto, sempre in forma originale cercando di evitare gli stereotipi, cercando di identificare, il più delle volte, il ruolo del protagonista in un giovanissimo, per poter meglio trasmettere il mio messaggio ai più giovani, che è lo scopo per cui amo scrivere e realizzare questi progetti.

 

Progetti futuri?

 

E’ un po’ difficile parlare dei progetti futuri in un momento così delicato della nostra esistenza, un attimo della nostra vita in cui non sono affatto ben delineate le nostre prospettive. I tre ultimi progetti, “Jesus Today il Cristo è tra di noi”, “Black Dressed Lady” e “Un premio per la vita” devono essere ancora proiettati pubblicamente in anteprima nazionale e conto di farlo appena si sbloccherà l’attuale emergenza. Un altro, “Tied Heart”, mio primo esperimento in cui il messaggio sociale è appena accennato, prediligendo dinamicità e azione, è quasi ultimato ma dovrò aspettare la fine dell’emergenza per alcuni completamenti. Ho già in mente altre idee comunque, altre chiuse nel cassetto da un po’ di tempo ma che non ho potuto realizzare, e altre che stanno nascendo proprio in questi giorni di “clausura” e che per ora vi lascio come una sorpresa!

Photo credits: Giulia Giarrusso

a cura di Maria Parente

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