La Body Art, magia dell’arte che prende vita sul corpo

Con la fine della seconda guerra mondiale, mentre gli Stati europei affrontano le conseguenze del conflitto, New York si afferma capitale internazionale dell’arte. Dagli anni 70 ad oggi il mondo artistico si presenta completamente diverso infatti è molto complesso.

Agli inizi degli anni settanta si sviluppano le neoavanguardie che propongono esperienze che coinvolgono il pubblico.

Di queste caratteristiche ne sono sicuramente espressione la body art e l’arte concettuale che riesce ad esaltare l’idea rispetto all’opera compiuta. 

La Body Art (arte del corpo) è una corrente artistica che si diffuse negli Stati Uniti e in Europa nel 1968. Il principale mezzo espressivo usato per questo genere artistico è il corpo umano; infatti secondo alcuni artisti che seguirono questo movimento, il corpo il doveva essere lo specchio dell’anima e da solo doveva essere in grado di esternare il mondo interiore, le angosce, i dolori, le gioie.

Gli artisti di questo movimento espongono al pubblico se stessi o altre persone, di solito immobili come statue viventi; altri invece, si esibiscono in performance nelle quali mirano azioni accompagnati da brani musicali; altri invece si dipingono il volto altri si feriscono davanti al pubblico per dimostrare il pieno possesso del corpo. Uno tra i primi a presentare modelli nudi, raffigurati in movimento su alcune tele colorate, fu appunto l’artista francese Yves Klein.

La Body Art creò notevole scompiglio poiché era contro ogni regola di buon costume, infatti molti degli artisti che seguivano la corrente utilizzavano il proprio corpo esprimendosi attraverso le azioni più svariate in pubblico, come espletare i propri bisogni fisici, torturarsi, etc.

Non c’è una data precisa che attesti la nascita della Body art, poiché le manifestazioni legate a questa che utilizza e sfrutta tutte le possibilità della corporeità nascono dal superamento di alcuni dati acquisiti dalle avanguardie artistiche. Sicuramente importanti per gli artisti della Body art sono le esperienze dadaiste, totalmente slegate dal concetto di arte tradizionale, così come decisiva appare l’esperienza degli happening della corrente Fluxus, art ha alle spalle esperienze e riferimenti importanti, come il Futurismo affermatasi nei primi anni la body art utilizza quindi il corpo come strumento per comunicare e ciò ebbe molto impatto sul pubblico.

Uno tra i primi a presentare modelli nudi, raffigurati in movimento su alcune tele colorate, fu appunto l’artista francese Yves Klein.

In Italia autori di body art sono artisti come Piero Manzoni, Gino de Dominicis e Vettor Pisani.

C’erano pianisti che spaccavano i propri pianoforti introducendo fra le corde bulloni d’acciaio o chiavi inglesi, pittori che usavano per le loro creazioni i seni nudi di una modella precedentemente rotolatosi tra barattoli di vernice.

Tra le più famose performances di questi anni vanno ricordate anche quelle operate alla coppia inglese Gilbert & George, due bizzarri personaggi che sono giunti a proclamarsi vere e proprie sculture viventi.

Ricordiamo alcuni degli artisti più celebri come:

Gina Pane, artista francese che si esprime praticandosi tagli con lamette su varie parti del corpo, come l’orecchio, la lingua o le mani. In altre esibizioni si piantava spine di rose nelle braccia per esprimere l’angoscia di un rapporto d’amore doloroso. Ogni dolore interno è mostrato all’esterno come una ferita ed é inteso come nel medioevo, come elevazione spirituale.

Vito Acconci, artista americano che usava il registratore e il video e spesso ha cercato di ottenere effetti stranianti, sia da se stesso che dal pubblico, mediante l’impiego di specchi fissati in vari punti della stanza.

Herman Nitsch artista viennese che creò il “Teatro delle orge e dei misteri”, che presenta performances sataniche.

In tempi più recenti, il termine body art è stato esteso alle moderne tecniche di tatuaggio, di scarificazione molto diffusa da secoli in tribù centroafricane ed amazzoniche e di piercing presente dagli albori dell’umanità come simbolo di potere, di ruolo ma anche di semplice decorazione sul viso e del torace che varia al variare di ritualità stagionali o dello stato di ‘guerra’ verso tribù ostili. Mi piace questa espressione artistica, la trovo molto creativa, profonda e ricca di significati chiari da comprendere.

Un’altra espressione della bodyart è la danza che usa come mezzo di comunicazione il corpo, principale mediatore delle nostre emozioni infatti attraverso i movimenti corporei si possono trasmettere diverse emozioni trasferendole al pubblico.

L’arte dunque si erge a strumento principale per “muovere”il Mezzogiorno d’Italia con il ricorso alla body art: il Prof. Mario Cacace esprime l’arte con mezzi sopraffini e trasmette l’estro alle sue allieve, con passione e dedizione, la giovanissima Morena Golino ha realizzato veri e propri capolavori trasportando l’arte sul corpo:

Mi sono immedesimata in un artista della body art e sono riuscita a realizzare un lavoro molto carino. Ho messo una cerniera sul viso con all’intero molti colori allegri mentre all’esterno ho dipinto il viso con il bianco e con il nero. Il messaggio che ho voluto trasmettere è il seguente:

“LA VITA SI MOSTRERA’ SEMPRE PIENA DI DIFFICOLTA’ DA AFFRONTARE MA TUTTO CIO’ NON VA AFFRONTATO CON TRISTEZZA MA CON ALLEGRIA. L’ARTE IN SITUAZIONI DEL GENERE PUO’ AIUTARCI A TROVARE LA PARTE COLORATA CHE SI CELA IN NOI MA BISOGNA TROVARLA ED UNA VOLTA FATTO LA NOSTRA VITA SARA’ PIENA DI EMOZIONI GIOIOSE.”

Ecco a voi il lavoro che ho realizzato:

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